Nel caso qualcuno di voi se lo fosse chiesto, si, sono ancora qui.. Un po' sclerata, probabilmente, ma sono ancora qui. In linea molto teorica le mie giornate sono iperimpegnate tra materie e tirocinio, ma in realtà non sto facendo un benemerito cazzo, ecco, l'ho detto, non sto facendo nulla, e i sensi di colpa iniziano a divorarmi, ma non posso farci nulla, non voglio farci nulla, non ho mai avuto meno voglia di studiare, e non me ne è mai importato meno di tutto quanto. Semplicemente solo il pensiero degli esami mi crea un senso di rigetto immediato, e devo ammettere che anche il pensiero di rimanere nell'ambito scientifico in questo momento mi crea la stessa identica sensazione di rigetto assoluto. Insomma, uno schifo.

Ieri ho finalmente dato alle fiamme parte di ciò che avevo preparato per il mio rogo, tempo fa. Va meglio? Non proprio, ma avevo bisogno di farlo. Forse quando finirò il lavoro che ho così iniziato andrà davvero meglio.
Ah, mio fratello è partito in gita con la scuola a Parigi. Ci sto provando, a non essere troppo invidiosa, ma vi assicuro che non è affatto facile. Non lo è affatto, non quando io sto bene solo nel momento in cui mi chiudo alle spalle la porta di casa. Dite che è grave?
Torna a farsi sentire la mancanza, il pensiero agghiacciante di avere sbagliato tutto, ed il vuoto si scava profondo la tana dietro le giornate senza meta, senza qualcuno che aspetti il ritorno, senza qualcuno di cui aspettare il ritorno. Quanto tempo è passato dall'ultima volta? Quanto è passato dall'ultimo respiro che abbiamo diviso in due? Cazzo, quanto mi manca tutto quanto! Sto diventando melodrammatica, proprio quello che rimprovero ad altri, e non lo sopporto. Si, per chi avesse capito di che sto parlando, si, a volte ho desiderato di poter tornare indietro, non sto dicendo che stavolta sarebbe diverso, anzi forse sarebbe anche peggio, ma a volte l'ho desiderato, perchè negarlo? Chi non avesse capito, mi spiace per voi, ma non me ne frega un cazzo di spiegare quello che scrivo e perchè. Dicevo.. no, non so più cosa dicevo, ho perso il filo, grazie tante a chi entra nella mia stanza e mi costringe a chiudere tutte le finestre sul monitor, sgrunt! Basta così, inutile rimanere imbambolata a fissare il monitor sperando di riprendere il filo, ormai è andato.
Buonanotte, e incubi d'oro.
"Fall for me, my southern cross, my star
Shine for me when love has gone too far... "
(Heather Nova "Heal")
Visita rimandata, dovrò tenermi gli occhiali ancora per un po', mi sa. Peccato. Come si vedrebbero molto meglio le stelle nell'oculare di un telescopio senza avere il fastidio di lenti aggiuntive.. mi mancano le lenti a contatto, ma non posso farci niente, quindi è inutile pensarci ancora. Non posso metterle, punto e basta.
Da qualche giorno i pianeti del nostro caro vecchio Sistema Solare sono diminuiti di numero, invece di aumentare.. ma prima o poi dovevano decidere qualcosa del genere, Plutone era troppo anomalo, come pianeta. Ma è strano, fin da bambina sapevo perfettamente i nomi di tutti i pianeti nell'ordine, ed ora è strano fermarmi a Nettuno, e non poter più contare Plutone, quasi come un vecchio amico che cambia casa. Ma tu guarda che razza di discorsi!! Basta così.
A proposito di vecchi amici, sabato ho rivisto tutta la vecchia compagnia, con qualche aggiunta, mi erano mancati. E lì si torna indietro di 4 anni, quando ogni sabato si andava in giro a piedi per il centro, quante cose sono diverse ora, tra poco Alessandra si laurea, Andrea è tornato dall'Erasmus, Fausto che studia sembra inverosimile, e noi lì a cercare di parlare, a tratti, hai detto bene, raccontarci parte di quello che ci siamo persi.. tireresti ancora palline di carta quando volto le spalle? No, non è tristezza, la cosa che più si avvicina è la tenerezza, la dolcezza di ricordare altri momenti, e non mi lamento se la memoria è un congegno bastardo, per me è giusto così, aspettando che di tutto mi resti solo la cicatrice, e non il sangue che scorre.
Ora cosa dovrei pensare di me, di quello in cui credevo tanto da mettere in gioco tutto il mio mondo? Cosa potrei dire, che non sia un parlare sempre per qualcuno che non c'è? Che altro posso raccontare, cancellando le parole via via che diventano superflue, quale lettera posso indirizzarti questa volta, quali sono le parole che vorresti leggere su quel quaderno nuovo?
Quel rogo, di cui ti parlavo l'ultima volta, ormai è quasi un bisogno, riesci a capirlo, questo? Riesci a capire che non posso aspettare ancora a lungo, così? che quei capitoli non posso finirli così, che solo distruggendo tutto potrei farcela? tanto vale risparmiare le forze, e fare il lavoro sporco una volta sola. Racchiudi pure le domande difficili nelle tue palline di carta, io non sarò una di loro.
Fa caldo... quasi non lo reggo più.. e tempo buttato, sprecato, sabbia che scivola in una clessidra, 10 giorni agli esami, di nuovo, e mi viene la nausea solo a pensarci, mentre le giornate si svuotano.
Chi è che comanda, qui? Io, oppure questa massa inerte di noia e stanchezza?
Voglio un rogo, che investa la mia cattedrale per svuotarla di tutto il superfluo, finchè rimanga solo cenere...
Un pomeriggio al computer, a casa, la mia stanza che ora non sembra nemmeno mia, lo so, sono io che l'ho sistemata così, sono io che ho sporcato i muri di acqua e vernice, colore che non è vivo, ma nero, tenebre e viola, a gocce, lacrime e schizzi di colore, acrilico diluito su una vecchia carta da parati ingiallita dal tempo, e niente che sia davvero MIO, segni che ho tracciato, e ora sono estranei, e brutti, quasi squallidi.. Una canzone che non conosco si ripete nelle mie orecchie, mi riempie, e scorre nel cervello come note desolate, mentre il vuoto ingoia le parole che avevo trovato. Ora dovrei cercarne di nuove..
31 Luglio: lettura di una riduzione del "Frankenstein", con Nino. Oltre a scrivere, sembra che possiamo anche riprendere a parlare. E' strano, a tratti, ma va bene così.
1 Agosto: lettura di una riduzione del "Dracula", di nuovo con Nino. Fantasmi e memorie, un libro che ho quasi imparato a memoria, ed una prospettiva diversa, affascinante.. Camminate sull'erba verde, bagnata e fresca, qualche tempo fa non ne sarei stata capace, ma ora torno a raccontarmi, senza paura, perchè le difese non servono a nulla, le abbiamo aggirate troppo tempo fa per poterle mantenere ancora in piedi. Grazie Nino.
3 Agosto: a mare con Peppe, 10 metri di scogli con le infradito non sono una buona idea, ma ci sono riuscita, solo un graffio, quando le onde mi hanno tirata giù dallo scoglio su cui sedevo, aspettando il momento giusto per tuffarmi, eppure non una sola goccia di sangue. La sera lettura del "Notre Dame de Paris", di nuovo con Nino. Non che amassi quella storia, troppo triste, sa troppo di già visto, ma è riuscita a prendermi lo stesso, ed alla fine Esmeralda sarà solo sua, nella morte che si è scelto da solo, lo so, sarà stupido, ma mi commuove. La spiaggia ed il mare di Mondello, di notte, dopo una pizza ad un tavolo per due, camminiamo stavolta sulla striscia di sabbia dove il mare e la terra finiscono, una corsa contro le onde per non bagnarci, e le capanne di legno mal verniciato, dove sederci a parlare. Ancora fantasmi, eppure una realtà diversa non la vorrei, forse era proprio questo che volevo, qualcuno come me, con i miei stessi ricordi, e cicatrici in parte simili, con cui parlare. Si sta bene, così.
Credo di aver perso la sfida, che io stessa ho lanciato.. Non ti ho raccontato, lo so, del resto non vorresti saperlo, non vorresti sentire che sono di carne anche io, che non sono forte come credevo, o come mi avresti voluta, e al momento buono ho forzato la mano, solo per una volta, l'ultima volta, e l'ho voluto come era già stato, con me, nulla di nuovo, forse neppure un brivido, solo la preoccupazione perchè era già tardi, e che altro mi aspettavo non lo so.
E nel frattempo, stavi male e non lo sapevo.. Tu che per me potresti essere chiunque tu voglia, stavi male, e io non ero lì, non ero vicina a te, non lo sapevo nemmeno, non lo sentivo nemmeno.. Non è giusto così. "e non immagini nemmeno quanto male ci sto"..
Ora stai meglio, la tua voce è tornata normale, la tua voce che mi sorride quando mi rispondi al telefono, che ridi con me dei guai che hai passato, ma sono finiti, e possiamo parlarne assieme, potrei anche smettere di di preoccuparmi per te, ora stai bene, e questo solo conta. A presto, teso'.
Chissà se sei lì.. Vorrei scrivere, parlare, raccontare favole di mondi pensati, pensieri ricorrenti, disegnare, correre, costruire qualcosa dal nulla, vedere qualcosa che cresca, sentire che sto facendo qualcosa di buono, e poi va a finire che il solo metro che ho a disposizione è lo studio, sono solo i risultati che ottengo, e le cose che imparo, perchè i ritmi sono tali che il resto della vita deve passare in secondo piano, e non mi piace. E potrei anche dire chissenefotte dell'università e delle cose che imparo, quelle può impararle chiunque, magari anche meglio di me, ma io non sono solo questo, nessuno lo è. Ma se levo questo, cosa mi resta? In questo momento, principalmente Stanchezza, poi anche qualcosa di amaro, forse sto di nuovo rinunciando a qualcosa che credevo di non poter ottenere, e non è una bella sensazione. No, nemmeno rinuncia, solo rassegnazione, anche peggio! E cosa spero di risolvere, ora? In fin dei conti, non so nemmeno se sei lì, da qualche parte, o se ancora non ti conosco.
ci sarà da qualche parte qualcuno che possa rispondere come io vorrei? o è un sogno anche questo?
Internet nel pc in camera mia.. che meravigliosa invenzione, le reti locali, bellissimo... ma che pericolo per i miei programmi di studiare!! La tentazione è sempre quella di stare incollata qui, è evidente, e ci sono cascata di nuovo, accidenti! Ma ci vuole così poco...
Fuori piove, dal balcone entra un leggero odore di bagnato, fresco.. Bella la pioggia d'estate, mi piace! 
Sono qui, al pc, dovrei studiare, sono indietro, ma di aprire i libri non se ne parla nemmeno.. il pomeriggio è passato tra tentativi di aprire i libri, e chiedermi come ho fatto a ridurmi così. E ora su msn chatto con Kekko e con Nino, come passare una serata su internet e scappare dalle cose da fare. Ma per stasera va bene così.
Avrei voluto scrivere qualche giorno fa, ma ormai trovarmi a casa è raro, e ancora di più lo è trovarmi al computer quando ho voglia di scrivere.. ma questo lo voglio pubblicare lo stesso.
Volevo sentire sulla pelle una carezza come di vento leggero, e la violenza di una tempesta, tuoni e fulmini a squarciare il velluto nero del cielo... Ma desideri non posso averne, non ora, e allora che sia acqua! Una cascata d'acqua bollente, calda da bruciare, a lavare via l'inutile involucro e cauterizzare le parole come ferite aperte, per lasciare solo le cicatrici a ricordarmi chi sono e come sono arrivata fin qui. Allora incidi la mia pelle, come un tatuaggio o una marchiatura a fuoco, voglio una cicatrice visibile per riequilibrare le altre nascoste.
Nel frattempo ho fatto il compleanno, ho studiato, sono arrivate le mie cugine dall'estero, e ho visto la partita dell'Italia dal maxischermo montato dai prof in aula A, in mezzo ai professori e ai ricercatori del dipartimento.. uhm, niente male come settimana! 