28/01/2007,19:20

[...] "C'erano diciassette passi di distanza dalla porta fino al letto. E diciotto passi dal muro adiacente al giardino fino alla terrazza. Li aveva contati spesso, lo sapeva con esattezza. Viveva in quella stanza, che sembrava costruita su misura per lui, come un infermo ormai assuefatto alle dimensioni spaziali della propria malattia." [...]

Da "Le braci" di Sandor Marai 


 

[...] E ci sono carte da metter via, queste pagine di versi, la più antica datata dodici giugno del millenovecentoquattordici, si avvicinava la guerra, quella Grande, come dopo l'avrebbero chiamata fintanto che non ne avessero fatta un'altra più grande, Maestro, sono placide tutte le ore che noi perdiamo se nel perderle, come in un vaso, mettiamo fiori, e poi concludeva, Ce ne andremo tranquilli dalla vita, senza neppure il rimorso di aver vissuto. Non è così, di seguito, che sono scritti, ogni riga porta in sé il suo verso obbediente, ma è in questa maniera, continui, loro e noi, senz'altra pausa che quella del respiro e del canto, che li leggiamo, e la pagina più recente di tutte ha la data del tredici novembre del millenovecentotrentacinque, è passato un mese e mezzo da quanto l'ha scritta, pagina ancora giovane, e dice, Innumerevoli vivono in noi se penso o sento, non so chi è che pensa o sente, so solo il luogo dove si pensa e sente, e, anche se non finisce qui, è come se finisse, una volta che al di là del pensare e sentire non c'è più nulla. [...]

Da "L'anno della morte di Ricardo Reis" di José Saramago

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26/01/2007,00:57

Bhangy ha chiuso il blog... dovrei togliere il link, ma credo che invece lo lascerò...

pensare che è stato lui per primo a mettermi in testa l'idea di un blog tutto mio, lui che aveva pubblicato sul SUO blog cose scritte da me, che pensavo che sapesse scrivere molto meglio di me. Mette un po' di tristezza, ma in fondo anche speranza, che forse non ha più bisogno di una tastiera per sentirsi meglio, o forse semplicemente potrà volare più leggero così.

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26/01/2007,00:47

L'altra sera, sotto la doccia, ho sbattuto la testa, per quella che sarà almeno la centesima volta, su alcune assurdità, per la serie delle cose che capisco solo dopo che ci ho sbattuto la testa un migliaio di volte:

è assurdo credere che la presenza di un uomo accanto a me possa risolvere tutti i miei problemi, senza il minimo sforzo da parte mia

era assurdo credere che due persone, per quanto possano amarsi, penseranno sempre allo stesso modo, e condivideranno sempre gli stessi pensieri ed ogni aspetto della loro vita

non era assurdo voler conoscere i pensieri segreti di un uomo che amavo, o cosa provasse, non era assurdo chiedere che si confidasse con me, ma erano assurdi il modo ed i toni che usavo

è assurdo passare una serata intera a cazzeggiare davanti la televisione, e poi fare la doccia e lavare i capelli a mezzanotte passata, sapendo che il giorno dopo ho lezione.

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21/01/2007,02:37

Ho visto "L'arte del sogno", di M. Gondry. Bellissimo. Ma triste. Visionario, gira la testa, ma a tratti mi riconosco. Salto negli anni, un altro film, stesso regista ma attori diversi, un altro cinema, un'altra storia folle, triste e meravigliosa. Quasi un contrappasso, volerlo vedere assieme. Capisco, ma non posso dirlo.

Musica in loop nel cervello, quasi scorre nelle vene come fosse mia.

Si è fatto tardi, il sonno prende possesso delle dita sulla tastiera.. zzz... Buonanotte

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18/01/2007,23:57

Lasciamo stare, meglio chiudere stasera, non è giornata.

Aspettare qualcosa che potrebbe ( ma potrebbe anche NON ) arrivare, è molto diverso dall'aspettarmi qualcosa.

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07/01/2007,03:55

Qui al computer fa freddo, non avrei dovuto accenderlo, una volta tornata a casa, ma ormai l'ho fatto, e già mi ritrovo qui ne approfitto..

Buonanotte agli insonni, a chi ancora è in giro per i locali o da amici, a chi come me di notte sta bene. Buonanotte, e incubi d'oro.

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04/01/2007,02:09

Ore davanti a questo schermo, ieri sera, e non ho trovato le parole che avrei voluto scrivere, come del resto non le trovo ora, almeno non quelle che vorrei essere capace di incidere nella carne e sul nero velluto della notte.

Sarebbe facile uscirmene con un semplice post di auguri di buon 2007 a tutti i lettori, e gli auguri sarebbero sinceri, è vero che non mi faccio sentire e scompaio, ma non vi dimentico.

Sarebbe facile dire 4 banalità, ma non sarebbe tutto. Vecchie email che rileggo, e sorrido. Una agenda è finita, fogli scritti con la mia grafia, volantini invernali e biglietti di spettacoli visti d'estate. Ricordo, sorrido. Una nuova agenda, ancora pagine bianche che aspettano il segno dell'inchiostro.

Mi manca quello che avevo, mi manca quella che ero e chi era sempre lì per me, e sarebbe meschino dire che non era abbastanza, forse la sola cosa onesta da pensare è che io non lo volevo abbastanza. Rimane il fatto che mi fido ciecamente, ricordi come tatuaggi, rimane il gesto di avvolgerlo in una coperta mentre dorme, perchè non prenda freddo.

Mi manca scrivere lettere, vedere quelle pagine di quaderno a righe che si coprono fitte di inchiostro o di grafite, che siano parole mie o altrui. Mi manca l'innocenza, o forse l'incoscienza, con cui raccontavo, a chi fosse disposto ad ascoltare. Se così non fosse stato, ti conoscerei ancora? Non lo so. Del resto, simili come siamo, avremmo potuto perderci? Cosa vuoi che ti dica, teso' ? Sei un fantasma piuttosto ingombrante, dovrei ridimensionarti per poterti scrivere ancora, e capisci anche tu che non ho niente da potermi aspettare, niente di più di questa piccola perfezione che esiste di già.

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