Un pomeriggio al computer, a casa, la mia stanza che ora non sembra nemmeno mia, lo so, sono io che l'ho sistemata così, sono io che ho sporcato i muri di acqua e vernice, colore che non è vivo, ma nero, tenebre e viola, a gocce, lacrime e schizzi di colore, acrilico diluito su una vecchia carta da parati ingiallita dal tempo, e niente che sia davvero MIO, segni che ho tracciato, e ora sono estranei, e brutti, quasi squallidi.. Una canzone che non conosco si ripete nelle mie orecchie, mi riempie, e scorre nel cervello come note desolate, mentre il vuoto ingoia le parole che avevo trovato. Ora dovrei cercarne di nuove..
31 Luglio: lettura di una riduzione del "Frankenstein", con Nino. Oltre a scrivere, sembra che possiamo anche riprendere a parlare. E' strano, a tratti, ma va bene così.
1 Agosto: lettura di una riduzione del "Dracula", di nuovo con Nino. Fantasmi e memorie, un libro che ho quasi imparato a memoria, ed una prospettiva diversa, affascinante.. Camminate sull'erba verde, bagnata e fresca, qualche tempo fa non ne sarei stata capace, ma ora torno a raccontarmi, senza paura, perchè le difese non servono a nulla, le abbiamo aggirate troppo tempo fa per poterle mantenere ancora in piedi. Grazie Nino.
3 Agosto: a mare con Peppe, 10 metri di scogli con le infradito non sono una buona idea, ma ci sono riuscita, solo un graffio, quando le onde mi hanno tirata giù dallo scoglio su cui sedevo, aspettando il momento giusto per tuffarmi, eppure non una sola goccia di sangue. La sera lettura del "Notre Dame de Paris", di nuovo con Nino. Non che amassi quella storia, troppo triste, sa troppo di già visto, ma è riuscita a prendermi lo stesso, ed alla fine Esmeralda sarà solo sua, nella morte che si è scelto da solo, lo so, sarà stupido, ma mi commuove. La spiaggia ed il mare di Mondello, di notte, dopo una pizza ad un tavolo per due, camminiamo stavolta sulla striscia di sabbia dove il mare e la terra finiscono, una corsa contro le onde per non bagnarci, e le capanne di legno mal verniciato, dove sederci a parlare. Ancora fantasmi, eppure una realtà diversa non la vorrei, forse era proprio questo che volevo, qualcuno come me, con i miei stessi ricordi, e cicatrici in parte simili, con cui parlare. Si sta bene, così.
Credo di aver perso la sfida, che io stessa ho lanciato.. Non ti ho raccontato, lo so, del resto non vorresti saperlo, non vorresti sentire che sono di carne anche io, che non sono forte come credevo, o come mi avresti voluta, e al momento buono ho forzato la mano, solo per una volta, l'ultima volta, e l'ho voluto come era già stato, con me, nulla di nuovo, forse neppure un brivido, solo la preoccupazione perchè era già tardi, e che altro mi aspettavo non lo so.
E nel frattempo, stavi male e non lo sapevo.. Tu che per me potresti essere chiunque tu voglia, stavi male, e io non ero lì, non ero vicina a te, non lo sapevo nemmeno, non lo sentivo nemmeno.. Non è giusto così. "e non immagini nemmeno quanto male ci sto"..
Ora stai meglio, la tua voce è tornata normale, la tua voce che mi sorride quando mi rispondi al telefono, che ridi con me dei guai che hai passato, ma sono finiti, e possiamo parlarne assieme, potrei anche smettere di di preoccuparmi per te, ora stai bene, e questo solo conta. A presto, teso'.